Ciao, sono Thomas. Lo so che vai di fretta, quindi te la faccio breve.

TL;DR Oggi sono Ruby Software Engineer & Team Leader in Telepass (Padova) e, al netto delle etichette, risolvo problemi con il software: vivo tra i microservizi in Ruby on Rails che fanno girare Telepass Assicura e il team che ci lavora.

Se ti avanza un minuto, ti racconto come ci sono arrivato: dai problemi che ho risolto in questi anni (partendo dall’inizio) e dal cappello che indossavo di volta in volta. Perché i job title dicono cosa so fare — non perché o per chi. Ci ho pure scritto su.

Una premessa, perché torna utile dopo: mi descrivo come un profilo a «T» — molta profondità su una cosa (la verticale) e ampiezza su tante altre (l’orizzontale). L’espressione è del 1991, di David Guest; Morten Hansen e Bolko von Oetinger l’hanno raccontata bene su Harvard Business Review. La mia verticale è la programmazione; l’orizzontale è tutto quello che ci ho costruito intorno, spinto dalla curiosità. Te le mostro entrambe — prima i problemi che ho risolto programmando, poi il resto.

I problemi che ho risolto

Ho cominciato in IKS (2013–2016), su problemi molto concreti: una web application per mappare l’infrastruttura dei sistemi bancari di un cliente, API REST per un sistema di ticketing usate da app mobile e web, integrazioni tra sistemi aziendali e un po’ di R&D su MongoDB.

Poi sono arrivati i sette anni in SeeSaw (2016–2023), il capitolo dove ho fatto più cose. Tutto è ruotato attorno a una piattaforma di gestione pagamenti: un’architettura a microservizi in Ruby on Rails, con l’infrastruttura gestita via Saltstack e gli ambienti di sviluppo in Docker e Docker Compose. Mi sono occupato delle integrazioni con i diversi gateway di pagamento e di tutto il troubleshooting che un sistema distribuito si porta inevitabilmente dietro. (È anche il posto dove ho allargato il raggio verso prodotto e business — ma ci arrivo tra poco.)

E oggi, in Telepass (dal 2023), lavoro sui microservizi in Ruby on Rails su Google Cloud che gestiscono preventivi, polizze e anagrafiche di Telepass Assicura, e che devono dialogare con i sistemi interni e con i partner senza perdere un colpo.

Oltre il codice: business e persone

Ecco l’orizzontale. La programmazione resta la mia profondità — il mestiere che conosco meglio e su cui torno sempre — ma sono curioso di natura, e la curiosità è il motore che mi ha sempre spinto oltre il codice e a mettermi continuamente in discussione. Così, negli anni, intorno ho costruito il resto.

Il primo allargamento è stato verso il business. In SeeSaw, accanto al codice, sono passato al product management, al business development e alla guida del team: capire dove il prodotto poteva crescere, individuare opportunità, tenere insieme il gruppo e mantenere il filo diretto con i clienti — ascoltarli, tradurre i loro bisogni in soluzioni e verificare che quelle soluzioni risolvessero davvero il problema. È lo stesso lavoro che faccio quando devo far parlare business e team tecnico: trasformare un “dobbiamo uscire sul mercato” in scelte sostenibili, spiegare i compromessi e, quando serve, proteggere il progetto dalle scorciatoie di troppo. Ne ho scritto in Flight2Oasis con il mio “FDD”, ed è lo spirito del mio “Simplicity Pathfinder”: soluzioni semplici e funzionali — perché semplice non vuol dire facile.

Poi ci sono le persone, ed è una parte cresciuta insieme a me: quello che avevo iniziato a fare in SeeSaw oggi, in Telepass, è diventato il ruolo di Engineering Manager del team Ruby — un cappello che è figlio diretto di quel percorso. Mi piace far crescere chi mi sta intorno anche fuori dall’azienda: faccio il mentor all’Università di Padova (le testimonianze sono tra le pubblicazioni), porto avanti la community Programmers in Padua dal 2016 e dal 2017 salgo sui palchi delle conferenze a raccontare quello che imparo (è tutto nei talk).

E infine una cosa che non ti aspetti: il teatro. Da alcuni anni è il mio banco di prova — un posto sicuro per mettere alla prova paure, stati d’animo ed emozioni, conoscermi meglio e allenare l’ascolto e la comunicazione. Mi torna utile ogni volta che parlo con un cliente, un collega o un superiore.

In due parole

In fondo la “T” è tutta qui: profondo dove conta — la programmazione — e largo abbastanza da capire il business e le persone. Forse è per questo che spesso chi mi parla mi dice che «non sembro un programmatore»: sarà perché faccio tante cose e sono curioso di natura. Lo prendo come un complimento.

Se cerchi uno sguardo diverso — tecnico, ma con un occhio al business e alle persone — scrivimi. Le cose belle, di solito, nascono da una buona domanda.

Non si desidera ciò che è facile ottenere. Ovidio

Il più grande pericolo per noi non è che miriamo troppo in alto e non riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo ma che miriamo troppo in basso e lo raggiungiamo.Michelangelo Buonarroti